Il mondo è onnivoyeur, onnivedente, ma non è esibizionista - non provoca il nostro sguardo. Quando comincia a provocarlo, allora comincia anche il senso di estraneità.
Lacan, La schisi tra l’occhio e lo sguardo
Sono privi di buon senso quanti ripongono la felicità dell’uomo nelle cose stesse. Essa dipende dal nostro modo di vederle.
Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia
La differenza è tutta qui: chi vedendo una zucca la scambia per moglie, viene chiamato pazzo perché la cosa succede a pochissimi. Chi invece, avendo la moglie in comune con molti, giura che è più virtuosa di Penelope, e, felice del suo errore, è orgoglioso di sé, nessuno lo chiama pazzo, perché la cosa accade dovunque ai mariti.
Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia
La parola “Demoni” viene dal greco “daemones”, ossia “coloro che sanno”.
Platone, Cratilo (“Essendo coloro assennati e daemones [sapienti], li chiamò daimones”).
Ciò che egli chiama il suo Io è questa stessa assenza, è l’irritante indicazione di un’intenzione sempre promessa, mai realizzata, e un certo modo di darsi appuntamento a tutti gli angoli, a tutte le svolte di strada, su tutti gli oggetti, in tutti gli sguardi e di non essere mai presente all’appuntamento.
Sartre, Il sé inafferrabile
Più la mente è acuta, più è fragile; più è intelligente, più è folle.
Robert Neumann, Lungo i fiumi di Babilonia